Galateo a tavola: come apparecchiare e comportarsi

Parliamo di un tema forse noto, ma un po’ accantonato da tutti noi. In questo post le buone norme a tavola e qualche consiglio per le occasioni speciali.

La fretta di apparecchiare e di rassettare dopo un pasto, la necessità di essere pratici, specialmente in presenza di bambini e di gestire tempi e spazi disponibili non ci fanno porre la giusta attenzione alla tavola.

Ma un po’ di regole esistono. Regole di buon gusto e di “etichetta”. Ripassiamole e, magari per gioco, insegnamole ai nostri bambini.

Apparecchiare la tavola

Per iniziare vediamo qual è il modo più corretto per apparecchiare la tavola. Parte di queste regole potremmo applicarle ogni giorno o magari usarle tutte nelle occasioni speciali.
Posizioniamo innanzitutto i piatti. Rispetto ad essi daremo un posto a tutto il resto. Piatto fondo e piatto piano, rispettivamente per la prima e la seconda portata, sono in linea con la seduta, che deve essere comoda e lasciare il giusto spazio tra un commensale e l’altro. Eventualmente possiamo, se il menù lo prevede, adagiare sul piatto piano un piatto per l’antipasto e aggiungere successivamente il piatto fondo.

Le posate vanno disposte lateralmente ai piatti secondo l’ordine di utilizzo (quindi, partendo dall’esterno, prima quelle per antipasto, poi per il primo, infine per il secondo). A sinistra dei piatti andranno le forchette (due o tre a seconda delle portate), a destra i coltelli con lama rivolta verso l’interno e infine il cucchiaio (estrema destra dopo i coltelli). Adiacenti al bordo superiore dei piatti si posizionano eventuali posate per frutta e/o dessert. E’ buona norma evitare di mettere a tavola posate superflue. Se non sono previste, ad esempio, portate che prevedono l’uso del cucchiaio, è bene non inserirlo.

In alto a destra rispetto ai piatti si posizionano i bicchieri: per il vino (sopra la punta dei coltelli) e per l’acqua (accanto al bicchiere del vino a sinistra). Se il menù prevede vino bianco e rosso si potranno inserire fino a tre bicchieri (due calici).

All’altezza dei bicchieri, ma sulla sinistra, si posiziona il piattino per il pane.

Per la posizione del tovagliolo non ci sono regole specifiche. Mi sentirei però di dire di seguire la regola dell’armonia della tavola e scegliere, in base agli spazi, al numero di posate e allo stile, la posizione più opportuna tra destra, sinistra e sul piatto. Eviterei di posizionarlo nel bicchiere e di far assumere al tovagliolo forme troppo particolari o strutturate.
E’ opportuno l’utilizzo di tovaglioli in stoffa (quelli usa e getta sono adatti a feste per bambini o ricevimenti all’aperto).

Se opportuno, e se le pietanze lo richiedono, è possibile inserire a centrotavola i servizi per sale, pepe, olio e aceto.

Ecco una rappresentazione.


Servire pane e bevande

Il pane va messo in tavola (affettato in apposito portapane poco prima del pasto) all’arrivo del secondo e ritirato prima di servire frutta e dolce.

Il vino bianco va servito freddo in bottiglia, eventualmente con il secchiello del ghiaccio.

Il vino rosso, specie se particolarmente invecchiato, va fatto ossigenare in un decanter per liberare la componente alcolica e il sapore almeno un’ora prima del pasto. Il decanter, che supporta la separazione dei sedimenti, è da evitare per i vini frizzanti (che altrimenti perderebbero le bollicine) e meno indicato per i vini giovani o poco corposi.

L’acqua va servita in caraffa, evitando la presentazione in bottiglie di plastica.


Le buone norme comportamentali

Vediamo a questo punto qualche buona norma comportamentale.

A tavola ci si siede sempre con le mani pulite, quindi è buona norma chiedere al padrone di casa di recarsi in bagno prima di cominciare il pasto.

Bisogna accomodarsi alla giusta distanza dal tavolo (non troppo vicini nè troppo lontani) tenendo la schiena dritta e le braccia lungo i fianchi. Soltanto le mani potranno poggiarsi sul tavolo e non i gomiti.

Durante il pasto non va mai avvicinato il coltello alle labbra, mentre il cucchiaio, in caso di cibi liquidi o cremosi, va avvicinato di lato e senza fare rumori. Gli ultimi cucchiai vanno raccolti inclinando un po’ il piatto verso il centro del tavolo (non verso di noi rischiando di versarci addosso il contenuto del piatto!).

La forchetta va tenuta con i rebbi rivolti verso l’alto quando è nella mano destra e verso il basso quando è nella mano sinistra poiché si sta utilizzando il coltello per tagliare. Va portata alla bocca (così come il cucchiaio) evitando di piegarsi verso il piatto.

Il tovagliolo va spiegato e appoggiato sulle gambe, regola valida tanto per gli uomini quanto per le donne. Nell’utilizzo le signore dovranno evitare di lasciare tracce di rossetto pulendo semplicemente gli angoli della bocca. A fine pasto il tovagliolo va appoggiato a sinistra, non piegato, per segnalare che si è terminato il pasto.

Il cibo non va toccato con le mani. Si fa eccezione per il pane che, una volta spezzato (va portato in bocca a piccoli pezzi e non preso a morsi), può essere adagiato sul piattino apposito.

Per il brindisi i calici (o le coppe) vanno innalzati all’altezza del viso e non dovrebbero toccarsi. Da evitare l’espressione “cin cin”. Proporre una dedica a qualcuno o ad un evento speciale è sempre una buona scelta. Prima del brindisi verificare che tutti abbiano in mano il bicchiere e possano partecipare.

I bicchieri vanno riempiti non oltre la metà e i signori verseranno da bere alle signore durante l’intero pasto avendo premura di riempire anche il bicchiere del vicino, nel caso fosse vuoto, prima del proprio. Se non si desidera altro da bere occorre fare un cenno discreto con il capo evitando il gesto di rifiuto eseguito coprendo il bicchiere con la mano o altri gesti plateali e vistosi.

Non allungarsi in modo eccessivo per prendere da bere o prendere del pane. Meglio chiedere ad un compagno di tavola di passarli.

Per prendere delle pietanze da una portata a centro tavola utilizzare le posate a disposizione nella portata e non le proprie.

Il cellulare va tenuto in tasca o in borsa e non va utilizzato durante il pasto in presenza di altre persone.

Non va fatta la “scarpetta” con il pane e non bisogna soffiare sul cibo per raffreddarlo.

Non si parla e non si beve con la bocca ancora piena.

Al termine di ciascuna portata le posate vanno posizionate parallelamente al piatto per indicare che non si desidera altro. Viceversa occorre posizionarle con le punte a contatto a forma di V rovesciata.

Non bisogna portare alla bocca il cucchiaino del caffè (nemmeno con la scusa di ripulirlo e non farlo gocciolare sulla tovaglia!). Quest’ultimo va utilizzato per girare il caffè e va poi posizionato sul piattino.

Ci si alza da tavola soltanto a pasto concluso.


La scelta di uno stile originale

Preparare la tavola è una attività piacevole quando si hanno ospiti. Una bella tavola mostra la nostra creatività e capacità di accogliere i convitati ed è la prima cosa (forse l’unica ad effetto se non siamo molto bravi a cucinare!) che ci consente di raccogliere consensi e qualche complimento.

Ma occorre formalizzarsi. Quindi se vogliamo stupire serve forma e stile. Occorre personalizzare e pensare a come vogliamo che si svolga il banchetto, valutare lo spazio disponibile, la presenza di bambini e i gusti dei nostri ospiti.

Se vogliamo adottare l’eleganza a tutti i costi occorre innanzitutto, sappiatelo, la tovaglia a tinta unita, con toni chiari e zero stampe (magari semplicemente un ricamo) e tovaglioli abbinati.
Per uno stile più moderno si può ricorrere anche all’utilizzo di runner e tovagliette, applicati anch’essi su tovaglie a tinta unita ben abbinate.

Per arricchire la tavola è possibile utilizzare dei sottopiatti, normalmente più ampi di un piatto piano, che rendono visibile un bordo con tinta a stacco rispetto al colore del servizio di piatti. Personalmente amo i sottopiatti in vetro trasparente, lavorato e non. Ritengo forniscano stile senza appesantire la tavola. In un ambiente ciò che è trasparente difficilmente genera ingombro visivo e quindi non risulta sgradevole agli occhi.
Sottopiatti in argento rendono lo stile molto più formale. Sottopiatti in bambù o canapa al contrario rendono tutto più frivolo e informale.

Anche i portatovaglioli (legacci, fermagli, cerchi o altro) sono un elemento decorativo interessante per la tavola e può essere facilmente personalizzato ricorrendo a nastri, spaghi, fettucce ed anche fiori con stelo fino. I portatovaglioli danno alla tavola un aspetto più ordinato e, in assenza di altri dettagli, possono fare la differenza.

E a centrotavola? Se avete spazio via libera a fiori o candele (non profumati) o, in alternativa, frutta fresca di bell’aspetto. Un’unica regola: ridurre al minimo l’ingombro perché i commensali possano sempre guardarsi reciprocamente e dialogare.

Smile

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