Riccardo 3.0

Compirà un anno Riccardo, manca un mese esatto. Possibile?

Undici mesi fa il cinesino si è affacciato alla vita.

Lo guardo adesso e sta lì, bello dritto in attesa di lanciarsi nella mischia dei bipedi uscendo da quella dei quadrupedi.

Mi sfida scaraventando fuori dal box palline, macchinine, pupazzi. Lancerebbe se stesso se potesse.

Ha la forza di un leone specialmente quando deve opporsi al cambio del pannolino. Metterglielo in posizione eretta è ormai la regola.

Soffre tanto per questo maledetto caldo. Prima o poi anche noi, che non contiamo un cavolo, faremo i conti con il cambiamento climatico per salvare i figli dei nostri figli dalla frittura estiva.

Gli piace l’acqua, il mare. Sfida le onde nonostante la paura gli si legga in faccia. Con quel suo salvagente giallo si rilancia dopo il panico, vuole superare i suoi limiti. L’incoscienza di chi non conosce il pericolo. O la coscienza di chi già sa che solo affrontando le proprie paure e sfidando la vita si può ottenere qualcosa. E senza dover ringraziare altri se non se stessi e il proprio coraggio.

Ha imparato a gattonare sulla sabbia dopo aver appreso i segreti della fisica da quei minuscoli granelli. Se li fai scivolare dalla tua mano cadono, ma qualche volta il vento li spinge un po’ più in là.

L’amica sabbia va assaggiata per bene, per capire la differenza con il cibo vero.

Gli piace la pastina con fiori di zucca e prosciutto e quella semplice, con sugo di pomodoro fresco e parmigiano. Mentre la pasta è in cottura devi concedergli, per ammazzare l’attesa, la scarpetta. Inzuppiamo briciole di pane molle nel sugo e degustiamo. Da questa cosa capisci quanto poco ci vorrebbe a rendere felice un bimbo che patisce la fame.

Ha fatto il suo primo taglio di capelli “da uomo”. Tranquillo sotto i colpi di forbici e rasoio elettrico.

Sono orgogliosa di te piccolino, perché affronti a testa alta il dolore lancinante delle tue gengive e le onde del mare, perché sei curioso e non rifiuti di assaggiare cibi nuovi, perché resisti lottando con forza quando cerco di metterti il pannolino.

In pochi lottano davvero contro chi gli impone la propria volontà.
In pochi sopravvivono alla guerra necessaria per realizzare un sogno.

Tu, Riccardo, sogna e lotta.

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