I miei giocattoli… perdersi nei ricordi e ritrovarsi

In questo post ricordo alcuni miei giocattoli e i momenti vissuti con mia sorella e mio fratello. La vera ricchezza è stare insieme e il gioco uno strumento per tenerci uniti.

Oggi stavo pensando ai giocattoli di quando ero bambina, alcuni dei quali sono ancora conservati in perfetto stato in un garage dei miei genitori. Mi sono messa a cercare su internet alcune immagini per ricordare…è stata proprio una bella ricerca.

Da brava femminuccia mi piacevano le bambole e ci giocavo con mia cugina o con mia sorella Daniela (siamo gemelle quindi stavamo sempre insieme) quando lei non era impegnata a fare giochi da maschietto con mio fratello (pistole, spade, castelli dei masters, soldatini, micro machines, macchine telecomandate, etc.).

Avevo una piccola bambola che mamma e papà mi avevano comprato alla classica “bancarella” dei giochi ad una festa di paese (in quell’occasione mia sorella comprò ehm…delle macchinine). Aveva lunghi capelli frisé color oro (il frisè era molto di moda all’epoca) e un cuoricino sulla guancia che potevo togliere insieme al trucco usando dell’acqua calda. Per me era una piccola magia togliere quel trucco.

Ricordo poi gli animaletti che si chiamavano “magicopannolino”: io avevo un cagnolino e mia sorella un gattino. Erano grandi quanto il pollice della mano di un adulto e potevi metterli in acqua calda per scoprire se si trattava di maschi o femmine perché il pannolino si colorava di azzurro o di rosa.

Poi c’era tutta la gamma di bambole e bambolotti. Avevo una meravigliosa Sbrodolina Giramondo, una bambola che beveva dal biberon e poi faceva le bollicine con la bocca quando le schiacciavi la manina. La bambola era dotata di una valigia speciale che una volta aperta ricreava l’ambiente di una graziosa cameretta con lettino, specchio, luce e guardaroba.

sbrodolina giramondo

Ricordo poi Cicciobello. Io e mia sorella ne avevamo uno a testa: il mio vestiva di blu, il suo di rosso. Ricordo che camminavano e dicevano delle paroline. Tempo dopo soltanto il cicciobello blu sopravvisse. Mia sorella con le bambole era come Attila, un vero flagello. Dopo un po’ le bambole nelle sue mani finivano per perdere la testa, un braccio, sparivano vestiti e, se la bambola era di stoffa, veniva rigorosamente dissezionata. Forse già a quei tempi mia sorella mostrava i primi segnali di interesse per la scienza e l’anatomia e noi non lo capivamo. C’era già un piccolo medico in lei.

Avevamo anche una coppia di bambolotti identici con il corpicino di stoffa e gli arti e la testa in plastica, un regalo di mio zio. Il mio si chiamava Chicco e vive ancora…quello di mia sorella lo trovai una volta decapitato e con la testa ricoperta di scarabocchi. Disse che i capelli non si vedevano e quindi li ritoccò con la penna biro. Ecco qui il mio Chicco!

io e ChiccoChiccoChicco

E poi c’era il magnifico mondo di Barbie…non ricordo quante Barbie avessimo io e mia sorella, ma ne avevamo davvero tante. Se qualcuna si rompeva ce la facevamo aggiustare da mio fratello baby ingegnere, sempre pronto a riattaccare teste con la colla Attack (papà a noi non la faceva usare la colla, diceva che potevamo incollarci le dita) e a restituirci Barbie prive del collo perché per eseguire l’incollaggio e assicurarsi la tenuta aveva fatto entrare il collo nella testa facendo diventare più cicciotta la faccia di Barbie.

La più nota delle mie Barbie si chiamava Barbie Superchioma e di recente mi è capitato di rivederla anche in esposizione temporanea al museo di Barbie allestito a Roma (mio fratello e mio marito ancora mi rinfacciano di averli portati a quella mostra e di averli fotografati di soppiatto mentre, in ogni caso, curiosavano tra le Barbie di ogni epoca). Barbie Superchioma aveva capelli biondi lunghi fino alle caviglie con i frisé (sempre frisè!) e portava uno sgargiante mini abito colorato. Mi feci regalare dai miei genitori anche Ken Superchioma e mi vantavo di avere il primo Ken con i capelli che si potevano pettinare davvero. Si, perché fino a quel momento ai Ken non era concesso avere capelli come quelli di Barbie. Sono riuscita a trovare in rete le pubblicità dell’epoca, guardate!

Barbie SuperchiomaBarbie Superchioma

Barbie SuperchiomaKen Superchioma

Ma anche dei Ken “non pettinabili” io e mia sorella avevamo un po’ tutti i modelli. In particolare avevamo avuto alla Befana due Ken tennisti identici nella versione castana (anche se il mio aveva capelli leggermente grigiastri e con mia sorella decidemmo che era un ken più anziano nella famiglia che si andava a comporre). Tempo dopo fu messo sul mercato un bel Ken biondo con il bomber marroncino e mia sorella non se lo fece sfuggire per far concorrenza al mio superchioma.

Ken tennistaKen biondo

Di Barbie avevamo anche una splendida casa a tre piani con ascensore che ci portò Babbo Natale. Ricordo ancora quel Natale e ho ritrovato anche le fotografie…come eravamo carini con quei capelli stile un po’ Bee Gees e un po’ Beatles

io, mio fratello e mia sorella a Natale da piccoli sotto l'alberoio, mio fratello e mia sorella a Natale da piccoli sotto l'albero con la casa di Barbie

La casa di Barbie era molto carina, anche se non visse a lungo e ci attrezzammo in seguito ad allestire case su tavoli, letti e sedie. Avevamo anche la vasca da bagno con tutti gli accessori oltre a tanti altri mobili. Mia sorella si fece regalare addirittura i mobili del negozio di parrucchiere. Quanti ricordi!

la casa di Barbiela vasca di Barbie

Avevo poi la mia “Nouvelle Cousine”, una fantastica mini cucina con frigorifero, forno, lavello, lavastoviglie e poi pentole, piatti e utensili. Quando mamma cucinava mi apprestavo a farmi dare qualche ingrediente per cucinare anche io. Ricordo che una volta ottenni un pezzettino di carne vera e lo dimenticai nella pentolina per qualche giorno…al ritrovamento certamente non profumava di violetta!

Nouvelle Cousine

Poi c’erano i cofanetti Polly Pocket, il Tamagotchi e mille altri giochi…ma devo dirvi adesso quali giochi erano per noi davvero una festa. Erano quei giochi dei quali oggi sento parlare sempre meno: i “giochi da tavolo”. Ebbene quando io e mia sorella entrammo in età della ragione mio fratello (che ha cinque anni e mezzo più di noi) ci ammise a giocare con lui a Monopoli e da lì a tanti altri giochi. Passavamo pomeriggi e serate a giocare insieme e qualche volta modificavamo le regole del gioco per complicarlo un po’. A Monopoli, ad esempio, inserimmo anche i grattacieli fatti con i regoli da tre unità e mio fratello cominciò a fabbricare altri soldi e a farci investire in borsa!

Poi c’era la saga dei Risiko, negli anni ne comprammo tre versioni: RisikoPiù, Futurisiko e Risiko SPQR. Ci piaceva sfidarci alla guerra escogitando strategie sfoderando armi segrete, diplomatici, ammiragli e missili balistici.

Ho letto qualche giorno fa che i giochi di società o da tavolo sono stati trasferiti su delle app. Morale della favola? Puoi giocare anche da solo davanti ad uno schermo di pc, tablet o smartphone. Preferisco non commentare…

Io a scrivere di giocattoli potrei proseguire per ore, ma sto scrivendo, pensando e sognando già da un po’. E sono le 2.36 di notte. E’ tempo di andare a letto, magari tornerò sull’argomento un altro giorno…yahooo

Giocoso smile

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