Dolcezza, talento e il ruolo di mamma. Oggi penso.

Ho osservato per qualche minuto una fanciulla e mi sono ritrovata a pensare al talento e al mio ruolo di madre. In questo post una breve riflessione.

Ho visto una ragazza, avrà avuto forse quindici o sedici anni, carinissima, con dei lineamenti meravigliosi, Credetemi la dolcezza in carne e ossa. Carnagione chiara e delicata, occhi chiari, lunghi capelli lisci color castano chiaro, sguardo e sorriso che emanavano un tale senso di armonia e bellezza che sembrava di vedere qualcosa di poco vero per quanto bello. Non era magra, ma non era neanche in carne. Era giusta e di belle proporzioni.

Stavo davvero apprezzando quella ragazza perché la bellezza mi attrae come a tutti voi. Più la guardavo e più mi convincevo che la sua bellezza non poteva essere soltanto esteriore. Quella ragazzetta doveva avere qualcosa di oggettivamente irresistibile interiormente e quel dono della dolcezza-bellezza esteriore era soltanto una conferma. Doveva essere senz’altro così.

Ma come svanisce lo spirito in una bottiglia aperta, come scompare veloce l’acqua dalla pentola oltre i cento gradi e come quando vedi nella notte un bagliore di fari prima di uno schianto, così ho riveduto e corretto la visione che avevo di quella ragazza quando dopo pochi minuti l’ho vista esibirsi in un gesto “poetico”  con il dito medio della mano destra in un approccio ai sui coetanei.

Ma, dico, ti è stato dato il talento innato della dolcezza, con il quale ti verrà più semplice conquistare il mondo, perché sciuparlo in questo modo?

Ciascuno di noi possiede qualcosa su cui lavorare che costituisce il proprio personalissimo trampolino di lancio. Per qualcuno sarà la dolcezza, per altri una più semplice oggettiva bellezza, per altri il talento sarà quello di saper parlare, magari anche senza troppi validi contenuti, per altri il punto di forza saranno proprio i contenuti. Poi ci sono i talenti che si potenziano con lo studio, il lavoro su se stessi, con la fatica fisica e mentale. Quei talenti, insomma, che capisci di avere o non avere quando ci lavori sopra.

Sto pensando che, come mamma, avrò il dovere di aiutare mio figlio a scoprire quali sono i suoi talenti, per coltivarli, non perderli e magari non sciuparli come ai miei occhi si è sciupata la dolcezza di quella ragazza. Quando si è giovani serve una guida per imparare a non perdersi, serve una voce esterna per comprendersi interiormente.

Spero di sapere essere una mamma capace di essere la voce giusta, il confronto giusto, il giusto discreto ingrediente di una vita meravigliosa per mio figlio.

Smile

 

Torna alla home

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti piace questo Blog? Allora parla di me in giro! :)