(Cyber)bullismo: non facciamo confusione!

Si parla spesso del bullismo, ma ancora più spesso si confondono o si sovrappongono alcuni concetti che fanno perdere di vista i veri fenomeni che accadono davanti ai nostri occhi. In questo post alcune riflessioni sull’argomento.

insegna bullismo

Mio marito viene spesso invitato nelle scuole per tenere cicli di incontri sul tema del bullismo e del cyberbullismo. Dunque argomenti sui quali riflettiamo spesso insieme.

Siamo convinti che la vera battaglia da vincere su questi temi sia quella dell’autostima.

L’accrescimento dell’autostima in un bambino/ragazzo smette di esporlo a certi rischi che fanno leva esclusivamente sulle sue debolezze. Il bambino vessato è sempre colui che ha una particolare sensibilità, colui che è più bruttino, o cicciottello, o magari brufoloso o che “veste strano”. Il compito della società (e quindi di noi genitori e degli educatori) è innanzitutto far capire al ragazzo sensibile che è una persona speciale se ama scrivere poesie e che può farne la sua forza, al bruttino/cicciottello che è più intelligente e così potrà distinguersi, al brufoloso che ha un talento nella musica o che è bravo in matematica, a quello che veste strano che può impartire lezioni di stile per la sua unicità. Il compito principale è convincere i nostri ragazzi che i loro punti deboli possono essere punti di forza.

Estirpando la paura del punto debole si è meno esposti al rischio di essere e sentirsi vittime di bulli o presunti tali.

E c’è dell’altro. Spesso confondiamo il bullismo con il teppismo o la delinquenza. Sono cose diverse e come tali vanno trattate.
Sei un bullo se prendi di mira qualcuno e lo tormenti dopo averne trovato il punto debole.
Sei un teppista o un delinquente se (magari anche con una cricca di amici teppisti e delinquenti allo stesso modo) violenti, derubi, insulti pubblicamente, fai del male e danneggi cose o persone.

Il bullismo (o la sua versione “cyber”) è un fenomeno contro il soggetto debole. Se manca il soggetto debole, ovvero la debolezza del soggetto, non c’è bullismo.
La delinquenza è il male compiuto indipendentemente dalla presenza di punti deboli, nei confronti della società, dunque di persone, e del contesto.

Le due partite si giocano su piani completamente differenti. Il bullo è un debole a sua volta e forse bisognerà spiegargli che ci sono altre cose delle quali può farsi forte, magari ricercando fra i suoi talenti. Il delinquente è un delinquente e come tale va trattato, gestito e ri-educato.

Riflettiamoci…

Smile

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